JORGE LUIS BORGES

Inizio questo paragrafo parlando di traslochi.
E’ stato dimostrato che il trasloco, appena dopo il divorzio, è uno degli eventi più stressanti della vita, assommando in sé la fatica fisica, il cambio di orizzonti e la perdita di alcune certezze.
Ecco, nella mia vita di traslochi ne ho fatti proprio tanti e quindi immaginate quanto stress io abbia accumulato…!
Devo però aggiungere che nel mio caso esiste un elemento addizionale di fatica: i miei libri.
Beh, sì, capite bene che possedendo io circa 7.000 libri l’esercizio di imballaggio e di trasporto di questi volumi rende ancora più impegnativo qualsiasi trasloco.
Negli anni si imparano tanti piccoli e grandi trucchetti per rendere l’operazione più efficace possibile: ad esempio chiudere i libri in una busta di plastica per evitare che si possano bagnare in caso di poggia, usare i libri più grandi e resistenti come base (mentre quelli piccoli rimangono sopra), se si ha una libreria ben organizzata dividere i libri per genere e autore, e segnare sulle scatole il contenuto, chiudere la scatola con il nastro adesivo per i pacchi e rinforzare il tutto con lo spago specifico, usare i vari pluriball e gommapiuma per evitare movimenti interni alla scatola di cartone….
E via dicendo…
Questo è l’aspetto, diciamo, “negativo” o, meglio, impegnativo, preferisco.
Come sempre esiste sempre anche la faccia positiva della medaglia: quando arrivo infatti nella nuova casa mi ritrovo in compagnia degli amici più fedeli: i miei Volumi! Sempre e irreversibilmente con me!
Ed ogni volta ricomincia la patologica mania di risistemarli sulla biblioteca, ogni volta cambiando la logica di archiviazione: una volta per generi, una volta per casa editrice, la volta dopo per anagrafica degli autori.
E ogni volta mi ritrovo quindi magicamente una Biblioteca nuova.
La mia Biblioteca…!...
“Il Gran Visir persiano Abdul Kassem Ismail, possedeva 400 cammelli che portava sempre con sé. Questi cammelli trasportavano la sua biblioteca, ricca di 117.000 libri. Inoltre essi erano allenati a procedere in un certo ordine, in modo che i libri fossero sempre classificati in ordine alfabetico dal primo all’ultimo di questa carovana letteraria.”
ABDUL KASSEM ISMAIL – parlando di Abdul Kassem Ismail
Che io ami leggere è un dato di fatto.
Che ami leggere di tutto è un altro dato di fatto.
Detto questo, il mio amore per i libri va ben oltre.
Io amo prendere in mano un volume e analizzarlo, annusarlo, leggere qualche pagina, studiare la copertina, immaginarne il contenuto, ipotizzarne il seguito. E collocarlo poi nella mia Biblioteca.
Ecco, amo leggere, amo i libri come oggetti e non solo come fonte di sapere ma amo anche la mia Biblioteca. Certe volte mi siedo sulla mia poltrona e mi fermo ad osservarla, a studiarne gli incroci di titoli e colori, a cercare di ricordare i titoli, ad immaginare sconvolgimenti di archiviazione, a cercare di ricordare quali di quei libri ho già letto.
Sì, perché quella è una tragedia: mi sono dimenticato una buona parte dei libri che ho letto, non mi ricordo più quali ho letto e quali no, o, meglio, ricordo quelli per me fondamentali per la mia crescita ma non ricordo invece quelli “minori”.
Il nome “biblioteca” deriva dal greco bibliothḗkē, composto dalla parola biblíon, “libro”, e thḗkē, “scrigno”. Lo scrigno rimanda un po’ alla magia, ed è questa sensazione che io provo osservandola.
Osservandola mi viene un pensiero: i libri non letti sono ancora più preziosi di quelli letti perché danno la speranza al concetto infinito del sapere, del conoscere, della scoperta…
I libri sono quell’entità che ti permette di guardare al futuro sempre con positività, perché sai che sono praticamente infiniti, e quindi la tua vita diventa automaticamente infinita. Perché, come diceva Borges, ti rendi sempre più conto che se meriterai il Paradiso, beh una volta che lo raggiungerai ti renderai conto che è una enorme Biblioteca sulle Nuvole…!
LA MEMORIA….
Un posto speciale nel mio cuore e nella mia Biblioteca, lo merita una collana di un grande editore: COLLANA LA MEMORIA – SELLERIO Editore
I MIEI FANTASTICI ed AMATI LIBRETTI BLU !!!
La collezione che sto facendo da più di quarant’anni… (!!!), senza mai stancarmi, senza mai abbandonare il piacere di farla.
Cito dalla homepage di Sellerio:
== Questa collana nasce nel 1979, imponendosi come la più nota e diffusa della casa editrice, per via della sua originalità, rispetto ai tempi, di collana «amena», cioè mirata al puro e libero piacere del testo.
La cura artigianale dedicata a ogni volume ha fatto di questi libri degli oggetti preziosi, eleganti nella grafica e nei materiali. L’attenzione riservata all’effetto estetico del libro, anche questa allora una novità, derivava dalla scelta di offrire al lettore un libro che fosse anche un oggetto grazioso e piacevole da collezionare. Di qui le caratteristiche della grafica: formato «tascabile» in senso proprio, cioè fatto per la tasca, e quindi tendente al quadrato, il colore blu delle sovraccoperte in una carta vergata che ne accentuasse l’effetto carezzevole, l’illustrazione scelta da opere d’arte e inscritta in una cornicetta dello stesso colore dei titoli sempre cangiante di volume in volume (altra scelta inconsueta).
Nata sotto la consulenza di Leonardo Sciascia, che ne diede anche il nome, la «collana blu» raccoglie opere letterarie dimenticate e nuove, preferibilmente di rapida lettura, narrative ma non esclusivamente e necessariamente: anche storia (si pensi alle cronache di Croce), critica e polemica politico culturale (si pensi agli scritti di Canfora o al Caso Moro di Sciascia). Il nome «La memoria» indica la predilezione per autori, testi o fatti da strappare all’oblio. Vi sono gli autori siciliani del Novecento e prima, ma anche degli ultimi anni. Gli italiani, con particolare amore per quelli da riscoprire, come Fusco e Soldati, e per i giovani, come Ugo Cornia, giacché punto di forza è stato sempre la ricerca di nuovi talenti letterari (scoperte importanti: per tutte, Bufalino, Tabucchi e Camilleri). Lo stesso per la letteratura europea e straniera, che svaria da piccoli classici (quali Lamb e Trollope, Gómez de la Serna e Eça de Queiroz, Mérimée e Giono) ai grandi contemporanei come Marco Denevi o Vila-Matas, Roberto Bolaño o Penelope Fitzgerald. Grande attenzione sin dall’inizio al «giallo» di qualità, Glauser e Vázquez Montalbán per primi, poi Lucarelli che inaugura la nuova florida stagione del giallo all’italiana e ancora Andrea Camilleri con il Commissario Montalbano e Santo Piazzese che danno due diverse interpretazioni della via siciliana al genere. Ma anche serie straniere, come quella di Aristotele Detective di Margaret Doody, le avventure della Petra Delicado di Alicia Giménez-Bartlett, e la recente riscoperta di due classici autori svedesi Maj Sjöwall e Per Wahlöö. Ed è rimarchevole la finestra storica aperta, riandando al passato del giallo: merito della Memoria è l’aver sfatato la leggenda che gli ambienti italiani siano stati congenitamente inadatti al genere, quando questo nacque e si diffuse. Lo attestano i romanzi di De Angelis, il padre del commissario De Vincenzi che inventava il giallo all’italiana nel clima ostile del Fascismo. Nomi e titoli potrebbero continuare ma, lasciando al lettore la curiosità di scoprirli da sé, ricordiamo solo che tutte le centinaia successive al numero cento, metodicamente saltate, sono dedicate a chi ha ispirato questa collana e ne ha firmato il primo e il centesimo volume: Leonardo Sciascia.
Volumi formato 12 x 17 stampati su carta vergata delle Cartiere Miliani di Fabriano. Copertina in cartoncino. Sovracoperta in carta Ingres Cover con illustrazione a 6 colori ==
Eccoli i miei Libretti Blu, fotografati parzialmente in questo esatto momento; ne ho circa 600 ma continuerò a collezionarli, perché sono gioia, sono colore, sono selezione di autori amati, sono letture meravigliose, sono il culmine del collezionismo.

E quando passeggio tra bancarelle di libri usati in ogni città d’Italia la mia attenzione è sempre verso le presenza di piccoli libri blu che, nel caso ci siano titoli non ancora posseduti, acquisto e porto a casa! E’ una gioia infinita…
Le mie letture preferite di sempre?
Beh, difficile fare una classifica, dimenticherei qualcuno.
Ne cito solo alcuni, quelli che mi vengono in mente di primo acchito:
“Tito di Gormenghast”, Mervyn Peake – “L’ombra del vento”, Carlo Ruiz Zafon – “In Patagonia”, Bruce Chatwin – “Teresa Batista stanca di guerra”, Jorge Amado – “Bar Sport”, Stefano Benni – “Diceria dell’untore”, Gesualdo Bufalino – “Un amore”, Dino Buzzati – “Outland Rock”, Pino Cacucci – “Allegro ma non troppo”, Carlo Cipolla – “Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi”, Maurizio De Giovanni – “Chiedi alla polvere”, John Fante – “Uomini nudi”, Alicia Gimenez Bartlett – “Grande Sertao”, Joao Guimares Rosa – “Il sole dei morenti”, Jean Claude Izzo – “Figli di un Bronx minore”, Beppe Lanzetta – “Il sistema periodico”, Primo Levi – “Danubio”, Claudio Magris – “Sillabario”, Goffredo Parise – “Libro dell’Inquietudine”, Fernando Pessoa – “Lo stupore della notte”, Piergiorgio Pulixi – “Lamento di Portnoy”, Philip Roth – “Nebbia sul Naviglio”, Giorgio Scerbanenco – “Notturno indiano”, Antonio Tabucchi – “Rimini”, Pier Vittorio Tondelli – “Avventure della ragazza cattiva”, Mario Vargas Llosa …
Ma ne dimentico troppi…